Se l’Europa diventasse il modello di un nuovo Occidente?

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Non è vero, o almeno lo è in parte, che il medio oriente sia irrimediabilmente retrogrado in merito alla divisione tra la sfera politica e quella religiosa. Se nell’ultimo periodo è cresciuto il fondamentalismo le ragioni come ho detto qui sono prettamente politiche, l’islam fondamentalista è stato per molti versi l’unico appiglio che le popolazioni mediorientali hanno cavalcato per costruirsi un’identità ben definita da contrapporre all’influenza invasiva e violenta dell’Occidente a stelle e strisce. La reazione del mondo arabo è stata catalizzata dall’estremismo religioso che tenta su diversi binari di dare anche delle risposte politiche ai disagi di quelle terre martoriate dalle guerre per il possesso di giacimenti petroliferi. In particolare un fattore da tenere in considerazione è il potere sempre crescente della Cina che inizia a preoccupare il governo degli Stati uniti, quest’ultimi apparentemente sembrano intenzionati a marcare ad uomo il paese asiatico e per farlo non possono perdere il controllo del medio-oriente che di fatto sembra essere il cuscinetto tra USA e Cina.
Gli Stati uniti hanno grande interesse a mantenere la zona calda a suon di armi e colpi di stato questo perché dei governi forti e stabili non accetterebbero di buon grado le pressioni degli americani e rappresenterebbero delle variabili non facilmente controllabili. Quando parlo di governi forti e stabili intendo ordinamenti democratici e soprattutto laici e in ogni caso più volte nel corso della storia passata si è tentato di costruire degli stati politici privi di connotazioni marcatamente religiose, non è dunque impossibile come si crede pensare un medio – oriente libero dai pastrocchi ideologici dei fondamentalisti.

L’Europa.
Di sicuro un primo passo verso un medio oriente libero potrebbe essere rappresentato dal sorgere di un modello occidentale totalmente antitetico all’occidente propugnato dagli strateghi della Casa Bianca. Questo secondo modello potrebbe essere costruito da un’Europa politica, forte sotto il profilo economico (si secondo me sarebbe possibile) ma soprattutto imponente sul fronte politico. Quando penso all’Unione Europea non penso a un minestrone che mitighi le differenze culturali ma al contrario ad un soggetto internazionale che faccia di queste differenze il suo punto di forza al fine di mettere in piedi un Occidente Europeo che possa fare la voce grossa contro le mire espansionistiche degli USA. Tutto ciò vorrebbe dire estendere quel «cuscinetto» e renderlo un vero e proprio scudo a tinte europee e non più un terreno di anarchia e rappresaglie. L’Europa politica in quanto soggetto pluri-identitario potrebbe innescare la de-occidentalizzazione del mondo arabo mantenendo allo stesso tempo un dialogo in quanto ascoltatore privilegiato, de-occidentalizzare il medio oriente non vuol dire chiudere la frontiere ma semplicemente rimanere ognuno ai propri posti, senza prevaricazioni, per ascoltarsi e comunicare tra pari.
Staremo a vedere, per ora Atene ha una grande responsabilità ma piuttosto che aspettare il «risultato» dovrebbe essere questo il momento per cercare di gettare le basi verso un meridione più unito e soprattutto più combattivo nella tutela della sua pluri-identità.

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