Il Movimento – Seconda parte

Le_Caravage_-_L'incrédulité_de_Saint_Thomas

“DALLA SVENTURA ALLA POSSIBILITÀ”


Dopo la brevissima introduzione dell’ultima volta, è il caso di gettarsi a capofitto nell’oceano concettuale del nichilismo.
Ho già precisato come questo termine sia stato travisato e mutilato, ciò che è importante ribadire è che nell’accezione con cui lo uso non c’è alcun intento moralista, per la serie – oddio i giovani di oggi non hanno più valori, sono tutti dei drogati perversi alcolizzati e blablabla- quindi, Galimberti, gentilmente si accomodi fuori!
Il nichilismo è un movimento, un processo, che continua ad avanzare svelandosi a poco a poco e come ha compiutamente dimostrato Severino tutta la storia dell’occidente è storia del nichilismo, nel senso che la prima formulazione che si potrebbe dare del termine è quella di «fede» nel divenire. Nella filosofia di Severino con questo si vuole dire che il fondamento dell’Occidente  è la credenza che le cose escano dal nulla per poi ritornarvi, quindi il nichilismo è la fede nel «nulla» o in quello che generalmente viene indicato come Non-Essere. L’uomo che cammina su questa fede fonda se stesso su un errore, Parmenide non lascia adito a dubbi « L’essere è e non può non essere», e avanzando con la continua paura del «Nulla» è costretto a trovare degli escamotage che gli permettano di affrontare questo insidioso nemico. Il più efficace è stato sicuramente il Dio del monoteismo che per millenni è stato l’unico metro su cui basarsi nella fondazione di valori etici, morali, politici, per contrastare un «errore» ne abbiamo commesso un altro con il risultato di generare ancora più confusione allontanandoci dalla risoluzione del problema. Il paradosso fa capolino nella storia nel momento in cui ci si rende conto che se Dio è spiegazione di tutto ciò che esiste come si può spiegare la sua stessa esistenza? Qual è il fondamento del Dio supremo?
Ponendo la stessa domanda ci si accorge che dio può spiegare tutto in quanto causa di ogni cosa ma paradossalmente non può spiegare quale sia la sua origine, ciò che lo ha causato, si accorge di non avere fondamento, a patto di ammettere che la «causa» di Dio è lo stesso soggetto che ha posto la domanda: l’uomo, o meglio, gli uomini.
Crollato l’immutabile supremo, più potente che mai è tornato lo spettro del Nulla, dell’abisso insondabile e inconoscibile che minaccia ogni progetto e ogni certezza umana. Per me a questo punto siamo alle porte del Novecento, ed ora possiamo aggiungere un altro significato al termine Nichilismo: massima svalutazione dei valori supremi conseguentemente alla morte di Dio; il filosofo che per primo riesce a sviscerare le origini e le dinamiche del nichilismo è sicuramente Nietzsche:

« Ciò che io racconto è la storia dei prossimi due secoli. Io descrivo ciò che viene, ciò che non può fare a meno di venire: l’avvento del nichilismo. Questa storia può già ora essere raccontata; perché la necessità stessa è qui all’opera. Questo futuro parla già per mille segni, questo destino si annunzia dappertutto; per questa musica del futuro tutte le orecchie sono già in ascolto. Tutta la nostra cultura europea si muove in una torturante tensione che cresce da decenni in decenni, come protesa verso una catastrofe: irrequieta, violenta, precipitosa; simile ad una corrente che vuole giungere alla fine, che non riflette più ed ha paura di riflettere. »
[Wille zur Macht – ed. Kroener]

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