Bambini, avete capito?

DALL’ANALFABETISMO CULTURALE ALL’ANALFABETISMO PROFESSIONALE


Giunti alle conclusioni, possiamo tirare le somme. Si, purtroppo ho superato le 4000 battute ma è la vita.

Abbiamo parlato di Analfabetismo culturale e soprattutto abbiamo visto, basandoci sui dati dell’OCSE, quanto questa «disabilità» pesa sulla nostra società. Nella seconda parte ho messo in evidenza, minchionando, quanto è facile per un handicappato culturale sedere in Parlamento bypassando un sano e formativo cursus honorum. Ciò che manca al nostro ragionamento sono altre due categorie, consequenziali all’Analfabetismo culturale, ed analizzandole vedremo quanto è compromesso il nostro culo in questa società che sempre di più si configura come Idiocrazia. Per godervi al meglio ciò che seguirà consiglio ai Lor Signori di guardare un film del 2006 diretto dalla caustiche mani di Mike Judge, il creatore di Beavis and Butthead, « Idiocracy» ( che non è un gran film ma merita per la sequenza iniziale) o in alternativa, per i più acculturati, leggere il libro di Giancarlo Livraghi – «Il potere della stupidità»- ( Che ahimè non ho avuto ancora il piacere di gustare). In entrambi i film si parla della forza distruttiva della stupidità, in maniera volutamente pseudoscientifica, e di quanto gli stupidi siano capaci di minare le basi del nostro vivere. In particolare nel libro di Livraghi si fa riferimento alla nota teoria di Carlo Cipolla e alle sue leggi fondamentali sulla stupidità (enunciate per la prima volta nel ’76) che di seguito riporto dalla pagina Wikipedia (si, mi piace girovagare per wikipedia. Problemi?!):

Prima Legge Fondamentale: Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.
Seconda Legge Fondamentale: La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.
Terza (ed aurea) Legge Fondamentale: Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita.
Quarta Legge Fondamentale: Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.
Quinta Legge Fondamentale: La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.

Corollario: Lo stupido è più pericoloso del bandito.

Le categorie mancanti sono: l’Analfabetismo professionale e l’Analfabetismo di ritorno.
Per certi versi, l’analfabetismo di ritorno è la retta su cui camminano sia i Disabili culturali, sia quelli professionali. Per analfabetismo di ritorno si intende una forma di regressione delle competenze acquisite dall’individuo e che nel corso del tempo vengono sistematicamente dimenticate a causa di uno scarso utilizzo delle stesse. L’analfabetismo professionale è invece la naturale conseguenza di una carente formazione culturale, si manifesta già nel corso degli studi universitari e in maniera più evidente nel salto dal periodo scolastico a quello del mondo del lavoro. Per molti versi, «analfabetismo professionale» è sinonimo di incompetenza e ignoranza (nel senso più stretto del termine) ed è ciò che ritroviamo nell’ambiente lavorativo, burocratico e soprattutto nella sfera della politica.

Non ci vuole molto a capire che una delle cause che ha portato alla crescente idiotizzazione della popolazione sia da ricercare nel nostro sistema scolastico. Attenzione però, dire che la responsabilità è del sistema d’istruzione italiano non significa aver detto tutto, in primis perché le riforme dello stesso dipendono dal parlamento ( con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti) e in secondo luogo perché ad essere colpiti dalla Scuola sono sia gli studenti che i Docenti. Sembra un circolo vizioso ma con più forza bisogna ribadire che il problema è principalmente di natura politica ed è bene precisare che con la parola «politica» non intendo riferirmi a questo o a quell’altro Governo ma indicare la struttura politica in toto, l’estremo ottimismo della nostra costituzione è un problema di non poco conto. Inoltre la continua democratizzazione di ogni aspetto della nostra vita è il lasciapassare che garantisce a persone incopetenti e più in generale «stupide» di presiedere alla macchina governativa con effetti catastrofici. Democratizzazione ricordiamoci che, sul piano della realtà e della società, significa che ciò che garantisce l’ascesa politica di un individuo è esclusivamente un potere di tipo economico; so che il discorso sembra un po’ da «faciloni» e «sempliciotti» ma capite bene che ho poco spazio per argomentare ma vi invito a riflettere: se non esistono «barriere» poste dalle Istituzioni che filtrando permettano di garantire a persone di «prestigio» (intellettuale, culturale, politico) di Governare è ovvio che chi merita veramente è precipitato nella giungla democratica ritrovandosi in concorrenza con individui che hanno alle spalle loschi faccendieri o capitali di denaro da investire. Nella giungla democratica i deboli (in senso spirituale, che credevate?) vincono sui forti.
La dice lunga che l’ultima riforma scolastica che abbia avuto una lungimiranza maestosa ed un preciso fine alle spalle risalga al 1923 e sulla carta (visto che nei fatti fu «castrata» dalle spinte dell’ambiente Cattolico, sempre loro eh?) era ed è insuperata fino ai nostri giorni. Negli anni le riforme scolastiche italiane  hanno prodotto obbrobri e storture e recentemente si comincia finalmente a vedere chiaramente a che tipo di Scuola mira l’Italia: una fabbrica, anzi visto che fabbrica oggi come oggi suona male, un’azienda a tutti gli effetti dove gli studenti, man mano che avanzano, perdono progressivamente le loro attitudini e vengono costretti ad intraprendere un percorso di formazione solo in virtù dell’Obbligo e di un futuro che gli possa garantire «stabilità economica». Oggi, dove si penalizza il pubblico e si premiano gli Istituti privati (che in gran parte sono di orientamento cattolico), il Maestro è lontano dall’essere un «sacerdote della Sapienza» e assomiglia sempre di più ad un operatore dell’istruzione costretto a ripetersi secondo schemi prestabiliti, il tanto decantato Programma che viene calato dall’alto, come se si potesse formare l’animo di un giovane seguendo degli schemi asettici, più adatti a dei robot che non a degli «uomini». Oggi tutti possono fare tutto e così sbagliare la scelta del percorso formativo è un peso che, verosimilmente, ti porti dietro per tutta la vita; non c’è una guida, non ci sono mappe del pensiero ed ogni ragazzo diplomato, salvo rare eccezioni (di cui purtroppo non faccio parte), è un potenziale analfabeta funzionale pronto, dopo l’Università, a fare scelte sbagliate e a contribuire alla crescita del letamaio in cui, giorno dopo giorno, stiamo sprofondando. Io, fossi in voi, non dormirei sogni tranquilli…

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