Bambini, impariamo a riconoscere gli Handicappati (ops -Disabili-) culturali. [SECONDA PARTE]

SE NON LO HAI FATTO, LEGGI L’INTRODUZIONE

Ricapitolando.
E’ bene precisare che i dati dell’OCSE risalgono al 2013 e si basano su una fascia d’età ben precisa della popolazione italiana, quella dai 15 ai 64 anni. Secondo l’Istat, nel 2013, gli italiani che rientrano in questa fascia sono all’incirca 40.000.000, di cui, stando alla percentuale dell’OCSE (32%), circa 13.000.000 (ripeto – sono dati molto approssimativi-) analfabeti funzionali.

Basandomi sui dati delle ultime Europee (2014) volevo rendermi conto del peso decisionale dell’analfabetismo funzionale nel grande gioco della politica elettorale. Consultandomi con un caro amico (studente di Scienze statistiche, mica cazzi) ho realizzato che il mio obiettivo è praticamente infattibile (con i dati in mio possesso), procederò dunque in maniera del tutto ipotetica con l’unico fine di farmi un’idea generalissima.

Alle ultime Europee i votanti sono stati 28 991 258, cioè il 57,22% dei 50 662 460 elettori aventi diritto.
Teniamo a mente il campione dell’OCSE, i 40000000 da cui dobbiamo escludere i ragazzi dai 15 ai 17 anni (che per ragioni d’età non hanno diritto di voto). Escludendoli abbiamo all’incirca un 38.000.000 di cittadini che hanno tutte le carte in regola per rientrare tra gli elettori aventi diritto, cioè rientrano in quei 50662460 e sicuramente nella percentuale di coloro che hanno esercitato il loro diritto di voto nel 2014.
Escludendo i minorenni dal campione OCSE la percentuale del 32% deve essere ridimensionata, non ho le competenze per affermare di quanto ma se vi va prendiamo per buona che essa sia del 28/29%, poco cambia a mio avviso. Qua la smetto con i numeri che come è noto a chi mi conosce non sono il mio forte ma ciò che voglio dire è che sarebbe troppo ottimista pensare che quel 28% di persone non abbia preso parte alle votazioni. Infatti è bene chiarire che l’Analfabeta funzionale non è necessariamente un individuo disinteressato o il classico testa di cazzo politicamente passivo. E anche se lo fosse è comunque tenuto, nell’arco della sua vita, a doversi confrontare con scelte importanti come l’esercizio del proprio diritto di voto.

Il fenomeno della disabilità culturale credo sia ravvisabile in ogni step storico della nostra specie, voglio dire, ci sarà stato qualche sumero coglione e sicuramente anche tra gli antichi greci e romani saranno stati presenti Analfabeti funzionali. Ciò che nella nostra epoca dovrebbe far scalpore è il fatto che nelle Democrazie Parlamentari l’unico denominatore comune del potere esecutivo è proprio l’alto fattore di disabili culturali (alcuni pure con un grave ritardo mentale). L’Italia in particolare sembra un vero e improprio incubatore di Disabili Culturali che grazie /a causa dei $$BBBIG MONEY$$ riesce a sedere in parlamento e persino in senato. Cioè, 3 su dieci  vivono e votano a cazzo di cane, in più, alcuni di loro fanno gli scalatori sociali dando il culo, metaforicamente e non, a chi di dovere… Dove cazzo siamo finiti?1424446538_antonio-razzi1

NELL’ATTESA DELLA TERZA PARTE, BECCATEVI L’ESEMPLARE AL MOMENTO PIU’ NOTO DI ANALFABETA FUNZIONALE (in questo caso credo ci siano anche altri problemi in mezzo, insomma due piccioni con un vitalizio.)

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2 commenti

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