I nemici dell’occidente: gli USA e il Fondamentalismo. Le due facce del terrorismo e il ruolo dell’Italia.

Voglio dire come la penso. Voglio condividere questa riflessione più che altro con me stesso prima che con gli altri. Qualche breve considerazione:
Dal 1991 siamo in guerra. 24 anni precisamente, con uno spartiacque importante come l’evento dell’11 settembre che ha segnato una svolta nelle modalità di questa guerra. Questo non è un conflitto per questioni umanitarie, come molta stampa ha cercato di farci credere, è una guerra cominciata da una Potenza militare-economica, gli Usa, per il controllo di un territorio strategico e che solo negli ultimi dieci anni si è estremizzata diventando un conflitto tra due civiltà: da una parte il mondo occidentale e dall’altra il mondo arabo, utilizzo il termine arabo perchè il fondamentalismo di matrice islamica è emerso come conseguenza di questo scontro di civilità. Voglio precisare che nella mia concezione del mondo, la guerra è un evento insito nella Necessarietà della nostra specie; non esisterà mai un mondo senza la guerra e chi pensa il contrario è purtroppo un illuso.
Analizziamo insieme questa guerra e le sue ragioni:
A chi serve questa guerra? Ascanio Celestini ha posto questa domanda sul Fatto Quotidiano, facendo presente che “La storia ci ricorda che gli avvenimenti sono soltanto la punta visibile di un iceberg che si scopre solo col tempo e con lo studio. Dunque: qual’è l’iceberg che sta sotto ad un attentato come questo?”
Concentriamoci su due personaggi chiave di questa storia: G.Bush junior e Saddam Hussein. George W. Bush è stato presidente degli Stati Uniti dal 2001 al 2009; prima della carriera politica e prima della nomina a Governatore del suo paese d’origine, il Texas, Bush era conosciuto per la carriera di Imprenditore, prima come fondatore dell’Arbusto Energy, compagnia petrolifera fallita nella crisi energetica del 1979 e dalle cui ceneri nacque la Harken Energy Company, anch’essa compagna petrolifera nella quale Bush è stato membro del consiglio d’amministrazione. Bush è il referente politico di grandi Lobby economiche che fanno affari con i pozzi petroliferi e con l’industria delle armi, senza dimenticare i rapporti con l’ambiente religioso conservatore americano. Durante la sua carriera imprenditoriale, il Padre, Bush senior, presidente degli Stati Uniti d’America, si rendeva protagonista nel 1991 dell’Invasione dell’Iraq, dopo che quest’ultimo aveva invaso il Kuwait.

Saddam Hussein è stato il dittatore dell’Iraq per quasi 25 anni, fino al 2006 (anno della sua esecuzione). Saddam Hussein sale al potere nel 1973 tramite un colpo di stato, leader del partito Ba’th il cui programma di stampo progressista e socialista che puntava alla modernizzazione e secolarizzazione dell’Iraq e che dopo la presa del potere completò riforme quali la concessione alle donne di diritti pari a quelli degli uomini, l’introduzione di un codice civile modellato su quelli dei paesi occidentali (che sostituì la Sharīʿa) e la creazione di un apparato giudiziario laico, che comportò l’abolizione delle corti islamiche. Come si può notare Hussein non aveva niente a che vedere con l’Islam, questo aspetto è sottolineato dalla Guerra Iraq-Iran (la guerra del golfo persico, precedente di tre anni la prima guerra del Golfo del 1991) combattuta da Saddam per il controllo dei giacimenti petroliferi e per neutralizzare l’ayatollah Khomeyni, capo politico Iraniano. In questo conflitto l’Iraq è appoggiato dagli USA e l’Iran dall’URSS. Quegli stessi USA che nel 2003 invadono nuovamente il territorio Iraqeno. Perchè?
Nel 2001, con Bush, è iniziata la guerra al terrorismo in Afghanistan e, gia da qualche anno, Hussein si è alienato le simpatie statunitensi poichè ha iniziato ad intrattenere rapporti con la Cina tramite accordi per la vendita del Petrolio, quel Petrolio che ha convinto gli Americani ad appoggiare il regime di Hussein per consolidare l’egemonia economica statunitense in medio oriente. Visto e considerato che i vertici americani preferiscono allearsi con fantocci politici che possano garantire lo strapotere targato U.S.A, è ovvio che Saddam e le sue politiche economiche autonome hanno preoccupato enormemente gli Stati uniti ed ecco che entriamo nel vivo di questa Guerra fra civiltà.
Bush nel nome della “Lotta al terrorismo” ha riunito sotto le Ali statunitensi, tutto il mondo occidentale. Quello dell’11 settembre (evitando complottismi) è stato un attacco agli USA in quanto USA e soprattutto per motivi esclusivamente economici e conditi da pretesti ideologici. Gli USA sono stati attaccati non in quanto -infedeli- ma per le manovre militari che avevano l’obiettivo di attaccare i nemici dell’economia statunitense. E’ stato nell’interesse statunitense spacciare il terrorismo come minaccia al mondo occidentale e soprattutto è nell’interesse statunitense parlare di lotta al terrorismo e non di guerra d’invasione del mondo arabo. Questo perché il terrorismo è uno strumento per raggiungere degli scopi tanto quanto un dispiegamento di sottomarini o l’uso di droni, lotta al terrorismo vuol dire tutto come vuol dire nulla di concreto.
Siamo stati trascinati in questo conflitto dagli USA e combattendo in medio-oriente non stiamo difendendo la nostra libertà di occidentali ma stiamo combattendo per garantire obiettivi strategici ai nostri “alleati” o per meglio dire all’Impero economico che ci ha inglobato per mezzo di trattati internazionali.
Gli USA hanno finanziato e appoggiato dittature in medio oriente, finanziando Dittature filo-occidentali che attraverso la corruzione e la perversione del guadagno economico hanno distrutto le strutture tradizionali e culturali delle popolazioni arabe medio-orientali da una parte e di quelle maghrebine dall’altra (ne è un esempio Gheddafi la cui storia è spaventosamente simile alla storia di Saddam). Da queste crisi politiche ed economiche è sorto il fondamentalismo islamico che è stato semplicemente il migliore catalizzatore della lotta agli Americani, una forma estrema di reazione anti-americana che ha unito sotto la stessa bandiera concetti come la difesa patriottica e nazionalista del territorio, la rigenerazione di concetti morali e ancestrali distrutti dalla corruzione esportata dall’Occidente e infine la questione religiosa. Proprio quest’ultima riunisce e sintetizza le altre due, poichè di base l’Islam viene visto come simbolo della lotta alla decadenza umana rappresentata dallaa moderna Babilonia, gli Stati Uniti, e dai suoi alleati nel mondo, l’Europa. In un certo senso è stata l’amministrazione Bush a crearsi un nemico così pericoloso e a designarne le caratteristiche salienti; il male è da ricercarsi nella Prima Guerra del Golfo e non nell’attacco alle Torri Gemelle.
Noi Italiani cosa centriamo in tutto questo? Ha avuto senso legarci a doppio nodo con il destino degli americani?
Secondo me no ed è su questa domanda che si snoda il nostro destino come Nazione. Parlare di lotta al fondamentalismo ci porta su un piano sbagliato per analizzare questo pericolo, abbiamo dei nemici politici e non religiosi e Roma può essere salvaguardata solo se capiremo che questa guerra ci riguarda solo ed esclusivamente in quanto alleati di una Potenza imperialista come gli Americani.
Un pensiero va ai combattenti Peshmerga a Kobane, ultimo bastione dell’occidente, abbandonati proprio da Noi.

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Un commento

  1. […] religiosa. Se nell’ultimo periodo è cresciuto il fondamentalismo le ragioni come ho detto qui sono prettamente politiche, l’islam fondamentalista è stato per molti versi l’unico […]

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